19 giugno 2015

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La storia della vita è semplice come questo racconto.


Di seguito una bella e profonda storiella che costituisce il primo capitolo del libro “Libera te stesso” di Edward Bach, l’ideatore della terapia coi rimedi floreali che portano il suo nome.

“Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre.

Nella sua mente il quadro è già finito:  sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto metterlo giù sulla carta. Prende la scatola coi colori, il pennello, lo straccio, e, piena di entusiasmo e felicità, si mette al lavoro. Tutta la sua attenzione e il suo interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla dal lavoro in corso. Il quadro è finito in tempo per il compleanno.

Con grandissima abilità ha ritratto la sua idea della casa: è un’opera d’arte perché è tutta sua, ogni pennellata è fatta per amore verso sua madre; ogni finestra, ogni porta ritratta con la convinzione che doveva essere lì. Quand’anche possa sembrare una baracca, è comunque la più perfetta casa mai realizzata in un quadro; è un successo perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo.

Questa è la salute; questo è successo e felicità e vero servizio: servendo per amore, in perfetta libertà, ognuno a modo suo.

E così scendiamo in questo mondo, sapendo quale quadro dobbiamo dipingere, avendo già tracciato un piano del nostro passaggio nella vita, e tutto quello che ci resta da fare è di metterlo nella sua forma materiale.

Andiamo avanti pieni di gioia ed interesse, concentrando tutta la nostra attenzione nel perfezionare quel quadro, con grandissima abilità, traducendo i nostri pensieri in obiettivi nella vita terrena in qualunque ambiente abbiamo scelto.

E, se seguiamo dall’inizio alla fine i nostri veri ideali, i nostri veri desideri, con tutta la forza che possediamo, non c’è fallimento: la nostra vita è un successo splendido, sano e felice.

La stessa storiella della giovane pittrice illustra come, se lo permettiamo, le difficoltà della vita possano interferire con questo successo, salute e felicità, e ci distolgano dal nostro scopo.

La ragazzina sta dipingendo indaffarata e felice, quando arriva qualcuno che le dice:”Perché non mettere la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così”. Se la giovane desse ascolto a questi consigli, starebbe soltanto disegnando”idee altrui”, e, probabilmente, perderebbe il suo entusiasmo. Potrebbe scocciarsi, irritarsi, e, magari,  incominciare ad odiare il quadro, fino ad arrivare a strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere della ragazzina.

Il quadro finale potrebbe essere una casa riconoscibile, però sarà imperfetta e un fallimento perché sarebbe l’interpretazione dell’idea altrui e non quella della ragazzina. Non potrà servire come regalo di compleanno, perché probabilmente non sarà completato in tempo e la madre dovrà aspettare tutto un altro anno per il suo regalo.

Questo è la malattia: la reazione all’interferenza; questo è fallimento ed infelicità temporanea. Questo accade quando permettiamo ad altri di interferire con lo scopo della nostra vita e impiantare nella nostra mente il dubbio, paura e indifferenza.”