23 maggio 2011

Salute

“Psicosomatica”.


Corpo e mente non sono due mondi separati, ma due parti di un tutt’uno; e sono in una situazione di costante e reciproca influenza.

La Psicosomatica è quella branca della Medicina che studia questa relazione, in modo particolare l’influenza che le emozioni possono esercitare sul corpo e i possibili disagi fisici e funzionali che spesso sono conseguenti alle emozioni.

È anche vero che questo percorso possa avvenire nella direzione contraria o somato-psichica, e cioè che un problema fisico influenzi lo stato emotivo.

I sintomi psicosomatici, spesso, sono reazioni fisiologiche e neurovegetative a situazioni di disagio e di stress e non sono quindi necessariamente delle malattie.

Ne sono  esempi il rossore da emozione, il sudore delle mani, le alterazioni del transito intestinale, le difficoltà respiratorie, l’aumento di battito cardiaco in situazioni d’emergenza.

Sono quelle reazioni naturali che spesso accadono e che possiamo anche imparare a controllare gestendo il nostro “stato”, la nostra fisiologia del momento in rapporto alla causa scatenante.

Le malattie psicosomatiche sono invece situazioni croniche per le quali si riconosce una origine psicologica.

Ne sono esempi la gastrite, l’ulcera gastrica, l’anoressia, la bulemia, il colon irritabile, certi tipi di cefalea, i disturbi relativi al sistema genito-urinario, ecc.

In questi casi non basta combattere i sintomi, così come non basta cercare di ristabilire il corretto funzionamento con interventi esterni.

Bisogna togliere la causa, dobbiamo risolvere il conflitto emotivo che ha generato l’anomalia di funzione che, a sua volta, ha generato il danno strutturale; il danno del soma, appunto.

Mi piace qui ricordare il collegamento che la Medicina Tradizionale Cinese descrive tra la localizzazione delle emozioni e gli organi.

Il cuore è la sede dell’allegria, il fegato lo è della collera, lo stomaco è la sede di oppressione e proposito così come il polmone è la sede della tristezza, mentre il rene è la sede della paura.

Valete! A presto,

Fausto